A cura di Francesco Gabbai, geofisico e responsabile tecnico di Sorgiva
Se le analisi del pozzo condominiale evidenziano nitrati superiori a 50 mg/L, l’acqua non è più idonea per il consumo umano. È una situazione più frequente di quanto si pensi, soprattutto nei condomìni situati in aree agricole, rurali o non servite dall’acquedotto pubblico.
Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 18/2023, la responsabilità sulla qualità dell’acqua distribuita agli utenti è diventata ancora più chiara e rilevante per amministratori e condomìni.
In questo articolo vedremo:
- da dove provengono i nitrati
- quali rischi comportano
- quali sono le responsabilità del condominio quali tecnologie permettono di risolvere il problema in modo efficace.
Da dove vengono i nitrati nell’acqua di pozzo
I nitrati (NO₃⁻) sono il principale indicatore dell’impatto dell’agricoltura intensiva nella falda. Provengono soprattutto da fertilizzanti azotati, effluenti zootecnici e contaminazioni civili diffuse. Attraverso il suolo, raggiungono la falda superficiale e tendono a accumularsi nel tempo. A differenza di altri contaminanti, sono molto mobili, solubili e difficili da eliminare naturalmente.
Per limitare il fenomeno, la Direttiva Nitrati 91/676/CEE impone alle Regioni di individuare le Zone Vulnerabili da Nitrati (ZVN), cioè le aree in cui i superamenti dei limiti sono documentati e dove si applicano restrizioni all’uso agricolo dei fertilizzanti azotati.
È importante chiarire che le ZVN tutelano la risorsa idrica ambientale, mentre la qualità dell’acqua destinata al consumo umano è disciplinata dal D.Lgs. 18/2023.
Quali rischi comportano
Il DLgs. 18/23 fissa a 50 milligrammi per litro il limite massimo di nitrati per l’acqua destinata al consumo umano. Sopra questa soglia, l’acqua non è potabile.
I nitrati sono particolarmente pericolosi per neonati, donne in gravidanza, soggetti fragili.
Il pozzo condominiale e le responsabilità
Con il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184, la responsabiità sulla qualità dell’acqua arriva fino al punto d’uso finale (il rubinetto di casa).
Un condominio alimentato da un pozzo privato è responsabile dell’intera filiera:
- captazione
- trattamento
- accumulo
- distribuzione interna.
Questo comporta obblighi concreti per l’amministratore, soprattutto quando l’acqua viene distribuita a più utenti.
Le analisi periodiche: un obbligo già in vigore
i nitrati sono incolori, insapori e inodori. Pertanto, un’acqua fuori norma può apparire perfettamente limpida e gradevole.
Per questo sono indispensabili le analisi chimiche, ma anche microbiologiche, in quanto la presenza di nitrati nell’acqua di pozzo è spesso associato anche alla contaminazione da E. coli, enterococchi, carica batterica generale.
Chi gestisce un pozzo a uso collettivo è tenuto a far eseguire analisi periodiche dell’acqua e a conservarne i referti a disposizione dell’autorità sanitaria. È un obbligo operativo, non a scadenza futura. un aspetto da considerare:
Abbiamo trattato in modo specifico questo tema nell’articolo Su chi ricade la responsabilità della qualità dell’acqua di pozzo in un condominio?, e sulla pagina dedicata all’adeguamento alla normativa sull’acqua potabile trovi il quadro operativo completo.
Come eliminare i nitrati
Se le analisi indicano nitrati sopra il limite, è importante sapere come operare nel modo giusto.
A volte si installano, per praticità o per scelte economiche, sistemi non adeguati a risolvere il problema.
Le tecnologie efficaci sono principalmente due:
Resine a scambio ionico selettive
Sono la soluzione maggiormente utilizzata nei pozzi condominiali.
Le resine catturano gli ioni di nitrato e li sostituiscono con ioni di cloruro. Quando si saturano, vengono rigenerate automaticamente tramite salamoia. È un sisema affidabile, relativamente economico e adatto quando il problema principale sono i nitrati.
Per approfondire questo argomento potete consultare la pagina web Fitrazione di ferro, manganese, nitrati, nitriti e ammonio.
Osmosi inversa
Rimuove 95-98% di nitrati e la maggior parte degli altri sali disciolti. È la scelta più indicata quando l’acqua presenta problemi multipli, ad esempio ai nitrati si sommano arsenico, alta salinità o contaminanti disciolti.
Tuttavia, la scelta di alcuni condòmini di installare un piccolo impianto a osmosi inversa sotto il lavello della cucina è comprensibile, ma non è adeguata a risolvere il problema a monte. I motivi sono molteplici:
- protegge solo un singolo punto d’uso (acqua del rubinetto della cucina)
- non elimina la responsabilità dell’amministratore sulla rete comune
- moltiplica costi e manutenzioni appartamento per appartamento.
La soluzione corretta, quando l’acqua di pozzo è fuori norma, è quasi sempre centralizzata: si tratta l’acqua all’origine, prima che venga distribuita a tutto l’edificio.
Per approfondimenti potete consultare la pagina depuratori d’acqua a osmosi inversa.
Cosa scegliere?
La scelta tra le due tecnologie dipende da:
- analisi completa dell’acqua
- consumi del condominio
- spazi tecnici disponibili
- budget.
Pertanto, è essenziale un sopralluogo tecnico.
Come opera Sorgiva
1. Analisi completa dell’acqua
Valutiamo eventuali analisi già disponibili, in caso contrario proponiamo un’analisi chimica e microbiologica completa.
2. Sopralluogo tecnico.
Verifichiamo:
- lo stato del pozzo
- autoclave
- consumi giornalieri stimati
- spazi tecnici
- impianti esistenti.
3. Progetto e preventivo
Dimensioniamo il sistema più adatto e definiamo costi di installazione e gestione.
4. Manutenzione
Una volta installato l’impianto, è fondamentale monitorarlo per garantirne l’efficacia. Per chi lo desidera, proponiamo un contratto di manutenzione che ne assicura prestazioni e durata nel tempo.
Sorgiva Srl
Operiamo principalmente in Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna, Umbria.
In molte aree agricole di queste regioni il problema dei nitrati nelle falde è particolarmente diffuso.
Se hai ricevuto analisi con nitrati fuori norma non esitare a contattarci.
Telefono Lazio: 06 5530 1052
Telefono altre regioni: 329 5949499
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