Gestore idrico distribuzione interna (GIDI) acqua potabile

 Verifica tecnica, prevenzione e controlli sugli impianti idrici interni

Le norme sulle acque destinate al consumo umano richiedono attenzione non solo alla qualità dell’acqua al punto di consegna, ma anche a ciò che accade all’interno dell’impianto idrico, fino ai punti di utilizzo. Il riferimento principale è il D.Lgs 18/23, successivamente integrato e corretto dal D.Lgs 102/2025. Il quadro normativo è già vigente.

Per molte strutture ricettive, sanitarie, collettive e aperte al pubblico questo significa verificare se il proprio impianto interno richieda una valutazione più attenta del rischio idrico, nonché attività di controllo, monitoraggio o forme di autocontrollo. Inoltre, la normativa prevede, nei casi applicabili, l’individuazione del GIDI (Gestore Idrico Distribuzione Interna) e richiama una particolare attenzione a parametri come piombo e Legionella.

Chi è il GIDI

Il GIDI è il proprietario, il titolare, l’amministratore, il direttore o qulsiasi soggetto, anche delegato o appaltato, respponsabile del sistema idro-potabile di distribuzione interna ai locali pubblici e privavti. In altre parole, è il responsabile dell'”ultimo miglio” dell’acqua, ovvero del tratto che va dal contatore (punto di consegna del gestore idro-potabile) al rubinetto.

Adempimenti e scadenze

Per gli edifici e locali prioritari individuati dal decreto legislativo, il GIDI deve effettuare la valutazione e gestione del rischio del sistema di distribuzione interna e inserirla nella piattaforma AnTeA (Anagrafe Terrritoriale dinamica delle Acque Potabili)  per la prima volta entro 12 gennaio 2029, con riesame ogni sei anni. Per questo è opportuno iniziare già da oggi a comprendere come è fatto l’impianto, quali sono gli eventuali punti critici e quale percorso di prevenzione e adeguamento sia più ragionevole impostare. 

Cosa offre Sorgiva

Sorgiva affianca le strutture ricettive, sanitarie e collettive, nonché gli altri edifici pubblici e privati nella gestione del rischio idrico, con un supporto tecnico che va dal sopralluogo alla definizione e realizzazione degli eventuali interventi necessari.
Ogni edificio presenta caratteristiche diverse. Per questo, proponiamo una valutazione tecnica caso per caso, finalizzata a capire quali aspetti meritino attenzione in vista delle scadenze previste dalla normativa.

Il servizio comprende:

  • sopralluogo tecnico all’impianto idrico interno
  • individuazione di eventuali punti critici
  • supporto nella definizione di controlli, monitoraggi e autocontrolli
  • campionamenti e verifiche analitiche
  • progettazione e realizzazione dei trattamenti necessari, sanificazione o messa in sicurezza
  • manutenzione periodiche degli impianti installati
  • supporto nella predisposizione della documentazione tecnica e del documento di valutazione del rischio idrico richiesta dall’art. 9 del D.Lgs 18/23.

 

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La normativa distingue diverse classi di strutture e prevede livelli di approfondimento che variano a seconda della loro tipologia e del livello del rischio. Non tutte le realtà devono fare la stessa cosa, ma gli adempimenti variano in base al tipo di struttura, all’uso dell’acqua e alla complessità dell’impianto. L’allegato VIII del D.lgs 18/23, aggiornato dal D.Lgs 102/25, individua le seguenti categorie principali e locali prioritari:

ClasseA:ospedali,cliniche con degenza,RSA in regime di ricovero, strutture sanitarie e socio-assistenziali con ricovero (Piano di sicurezza dell’acqua – PSA)

Classe B: strutture sanitarie senza ricolvero, centri riabilitativi ambulatoriali, ambulatori odontoiatrici (Piano di autocontrollo)

Classe C: strutture ricettive (hotel, B&B, agriturismi, campeggi), ristorazione pubblica e collettiva, mense azientali e scolastiche (Piano di autocontrollo)

Classe D: caserme, istituti penitenziari, istituti dotati di strutture sportive, palestre, centri sportivi, fitness e benessere, stabilimenti balneari, stazioni e aeroporti (Piano di verifica igienico-sanitaria)

Classe E (non prioritari): altri edifici pubbblici e privati, condomini, abitazioni, uffici, attività commerciali (il GIDI deve garantire la qualità dell’acqua dal contatore al rubinetto. Per condomini grandi o con impianti complessi sono raccomandate misure di prevenzione e controllo, in particolare sul rischio della Legionella)

Se gestisci una di queste strutture, Sorgiva può aiutarti a effettuare una valutazione tecnica e a capire quali aspetti approfondire, quali verifiche effettuare e come prepararti in modo graduale e ragionevole agli adempimenti previsti.

 

 

 

La normativa prevede sanzioni amministrative anche per i sistemi di distribuzione idrica interni. In particolare, per gli edifici prioritari, l’inosservanza dell’obbligo di valutazione del rischio a sensi dell’art. 9 del D.lgs 18/23 è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 e 5.000€. Inoltre, il Gestore della distribuzione idrica interna (GIDI), se non rispetta le disposizioni previste per l’acqua fornita attraverso i sistemi idrici interni, è soggetto a una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 30.000€.

Per questo, soprattutto nelle strutture aperte al pubblico e con utenti potenzialmente esposti, conviene non arrivare a ridosso delle scadenze, ma iniziare per tempo con una verifica tecnica dell’impianto e con la pianificazione delle attività necessarie.

GIDI