A Bonorva, nel nord-ovest della Sardegna, l’acqua dei rubinetti è tornata dopo 24 ore di interruzione, ma con un colore torbido e marrone. Il sindaco Massimo D’Agostino ha denunciato la situazione come un’emergenza, chiedendo risposte rapide e interventi strutturali, come riporta il quotidiano L’Unione Sarda.
Le cause tecniche più probabili
Il fenomeno, spiegano gli esperti, è legato ai continui svuotamenti e riempimenti della rete idrica dovuti alla siccità e alla ridotta capacità degli invasi. Quando la rete si svuota, i sedimenti e gli ossidi metallici depositati all’interno delle tubazioni vengono trascinati nell’acqua, alterandone colore e qualità.
Sebbene non vi siano ancora dati analitici ufficiali, non si può escludere che contribuiscano a questo problema anche tratti di condotte obsolete o corrose in grado di rilasciare particelle di metallo o incrostazioni. In presenza di bassa pressione, l’acqua può ristagnare in alcune zone della rete, generando alterazioni temporanee anche di odore o sapore.
Cosa possono fare i cittadini della provincia di Sassari
L’emergenza di Bonorva non è un caso isolato. In molte aree della Sardegna settentrionale le reti idriche risentono di anni di carenza d’acqua, infrastrutture datate e manutenzioni insufficienti. È necessario un piano strutturale: sostituzione delle condotte più vecchie, manutenzione periodica dei serbatoi e una gestione più razionale delle riserve.
Nel frattempo, è consigliabile non utilizzare l’acqua per bere o cucinare finché la rete non sarà ripulita. I cittadini possono comunque tutelarsi con sistemi di trattamento che garantiscono un’acqua limpida e sicura in casa:
- Filtri a sabbia di quarzite, ideali per rimuovere terra, ruggine, odori, sapori e residui organici. È il primo passo per ottenere acqua limpida, soprattutto dopo episodi di torbidità o presenza di fanghi nella rete.
- Osmosi inversa, per ottenere acqua sicura sia sotto il profilo chimico che microbiologico. Questo sistema garantisce un’acqua sempre pura grazie alla prefiltrazione a sedimenti e carbone attivo e all’azione dell’osmosi inversa, efficace anche in caso di variazioni nella qualità dell’acqua di rete. In situazioni come quella di Bonorva è la soluzione più completa, poiché elimina anche virus, batteri, inquinanti e particelle chimiche.
- Filtri a cartuccia lavabili o usa e getta, consigliati per problematiche temporanee.
- Addolcitore a scambio ionico, utile come trattamento complementare per ridurre il calcare e preservare impianti ed elettrodomestici.
Nei condomìni o nelle utenze collettive, è opportuno valutare un impianto di filtrazione centralizzato che protegga l’intero edificio, riducendo i rischi di contaminazione da sedimenti o ossidi metallici.
Prevenire in futuro
Situazioni come quella di Bonorva in provincia di Sassari dimostrano quanto sia importante integrare alla rete pubblica sistemi di trattamento efficaci, in grado di garantire acqua limpida e sicura anche in condizioni di emergenza. Un monitoraggio costante e l’uso di tecnologie di depurazione domestiche o condominiali possono fare la differenza per tutelare salute e serenità dei cittadini.
Sorgiva, leader nel trattamento acque
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