Sistemi anticalcare

I sistemi anticalcare sono progettati per contrastare gli effetti dell’acqua dura sugli impianti idrici e sui sistemi di produzione di acqua calda, sia in ambito domestico sia in contesti collettivi come condomini e strutture con più utenze.

Questa pagina ha l’obiettivo di fornire un quadro completo e orientativo sul trattamento del calcare, chiarendo:

·        – perché il calcare rappresenta un problema tecnico per gli impianti;

·        – quali sono le principali soluzioni oggi disponibili;

·        – quando la normativa rende necessario un trattamento specifico;

·        – in quali casi è opportuno installare un addolcitore e quando possono essere valutate tecnologie alternative.

La scelta del sistema più adatto non è standard e dipende da diversi fattori, tra cui le caratteristiche dell’acqua, la tipologia di impianto, gli spazi disponibili e il contesto normativo applicabile. Per questo motivo, il trattamento del calcare richiede una valutazione tecnica e non può essere affrontato come una semplice scelta commerciale.

Perché il calcare è un problema per gli impianti

Il calcare si forma per effetto della presenza di sali di calcio e magnesio disciolti nell’acqua. Quando l’acqua viene riscaldata, questi sali precipitano e si depositano sulle superfici interne delle tubazioni e degli scambiatori di calore.

Nel tempo, il fenomeno comporta:

  • – Riduzione della sezione utile delle tubazioni.
  • – Peggioramento dello scambio termico.
  • – Aumento dei consumi di gas ed energia elettrica.
  • – Maggiore usura di caldaie, scaldabagni ed elettrodomestici.
  • – Incremento dei costi di manutenzione e gestione.
  • – Aumento del consumo di detersivi, prodotti anticalcare e ammorbidenti.

In tutti gli impianti singoli o centralizzati, come quelli condominiali o industriali, tali effetti incidono in modo significativo sull’efficienza complessiva e sui costi collettivi di esercizio.

Durezza dell’acqua e formazione del calcare

La durezza dell’acqua indica la concentrazione di calcio e magnesio disciolti ed è generalmente espressa in gradi francesi (°F).

Questo parametro è responsabile della formazione di depositi calcarei, in particolare negli impianti di produzione di acqua calda sanitaria e nei circuiti di riscaldamento. Pertanto, pur non rappresentando un rischio per la salute, ha un impatto diretto sulla durata degli impianti, sull’efficienza energetica e sui costi di esercizio.

Normativa tecnica sul trattamento dell’acqua

Il trattamento dell’acqua negli impianti è disciplinato da norme tecniche precise, in particolare per quanto riguarda gli impianti termici e la produzione di acqua calda sanitaria.

Il Decreto 26 giugno 2015 (Requisiti Minimi), nell’ambito dell’efficienza energetica degli edifici, richiama l’applicazione della norma UNI 8065 per il trattamento dell’acqua negli impianti termici.

La UNI 8065 stabilisce quando, in funzione della durezza dell’acqua e della potenza dell’impianto, è necessario adottare un trattamento idoneo per limitare incrostazioni e fenomeni corrosivi.

In presenza di determinati valori, il trattamento dell’acqua non è una scelta facoltativa, ma un requisito tecnico per la corretta gestione dell’impianto.

Tipologie di sistemi anticalcare

Esistono diverse tecnologie per il trattamento del calcare. Le principali possono essere ricondotte a due grandi famiglie:

  • sistemi che riducono la durezza dell’acqua agendo sui sali responsabili della formazione del calcare, come gli addolcitori a scambio ionico;
  • sistemi che modificano il comportamento del calcare riducendone la capacità incrostante senza alterare la composizione chimica dell’acqua, come i sistemi anticalcare a solubilizzazione o a trattamento chimico-fisico.

La scelta del sistema più adatto dipende da molteplici fattori: caratteristiche dell’acqua, tipologia di impianto, spazi disponibili per l’installazione, esigenze di gestione e manutenzione.

Sistemi anticalcare

 

L’addolcitore a scambio ionico è la tecnologia più consolidata e normata per la riduzione della durezza dell’acqua. Il principio di funzionamento si basa sull’utilizzo di resine che sostituiscono gli ioni calcio e magnesio con ioni sodio, eliminando così la causa primaria della formazione del calcare.

Gli addolcitori pur essendo di grande utilità in tutti gli impianti domestici, sono particolarmente indicati:

  • negli impianti termici
  • negli impianti centralizzati
  • nei casi in cui la normativa tecnica richiede esplicitamente il controllo della durezza.

Si tratta di sistemi efficaci e affidabili, che richiedono tuttavia una gestione periodica per la rigenerazione delle resine mediante approvvigionamento di sale.

Detrazioni fiscali e agevolazioni

In determinate condizioni, l’installazione di un addolcitore d’acqua può rientrare tra gli interventi che beneficiano delle agevolazioni fiscali previste per il recupero del patrimonio edilizio.

In particolare:
• può essere applicata l’aliquota IVA agevolata al 10% nei casi previsti dalla normativa (D.P.R. 633/1972, Tabella A – Parte III, n. 127-ter; D.P.R. 380/2001, art. 3);
• è possibile accedere alla detrazione IRPEF del 50% quando l’intervento è inquadrato come manutenzione straordinaria dell’impianto (art. 16-bis D.P.R. 917/1986; Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 20/E del 13 maggio 2011, par. 2.3).

La possibilità di beneficiare delle agevolazioni dipende dalla tipologia di intervento  e dal contesto impiantistico.

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GRUPPO ADDOLCITORI Sorgiva

 

Accanto agli addolcitori esistono sistemi anticalcare che non rimuovono la durezza, ma agiscono sulla forma chimico-fisica del carbonato di calcio, riducendone la capacità di depositarsi sulle superfici.

Questi trattamenti si basano su processi di solubilizzazione e ionizzazione controllata, che favoriscono la trasformazione del carbonato di calcio insolubile in forme più stabili e solubili, limitando la formazione di incrostazioni e contribuendo, nel tempo, alla rimozione dei depositi preesistenti.

Tali sistemi:

  • non alterano la composizione chimica dell’acqua;
  • non richiedono l’aggiunta di sale o altri prodotti chimici;
  • non comportano sprechi d’acqua;
  • presentano esigenze di manutenzione ridotte.

La loro applicazione va valutata caso per caso ed è particolarmente indicata quando non sono disponibili spazi adeguati per l’installazione di un addolcitore. Il costo iniziale è generalmente più elevato rispetto a un addolcitore tradizionale.

Nei condomini e nelle strutture con più utenze, il trattamento del calcare rientra in una più ampia progettazione dell’impianto idrico e termico.

In questi contesti, Sorgiva realizza sistemi di trattamento dell’acqua su misura, integrando soluzioni anticalcare, filtrazione e disinfezione in funzione delle reali esigenze dell’impianto.

 Per approfondire questo aspetto consulta la pagina dedicata alla realizzazione di impianti di trattamento acque per grandi utenze e condomini