Nelle ultime ore il Comune di Chieti ha emesso una nuova ordinanza di non potabilità che riguarda la zona di Chieti alta.
Se ti trovi in quest’area, l’acqua non deve essere utilizzata per bere, cucinare o lavare alimenti fino a nuova comunicazione ufficiale.
Situazioni di questo tipo possono generare preoccupazione, ma è importante capire cosa significa davvero un’ordinanza di non potabilità e come comportarsi correttamente, evitanto sia allarmismi inutili che sottovalutazioni.
Quali zone sono interessate
L’ordinanza è stata emessa a seguito delle analisi effettuate dalla ASL Lanciano Vasto Chieti, le quali hanno evidenziato una non conformità dell’acqua ai parametri previsti per il consumo umano.
L’anomalia è stata rilevata in particolare presso il fontanino pubblico di località Santa Barbara, già chiuso in via precauzionale.
Il provvedimento è stato esteso all’intera rete idrica della zona di Chieti alta, come avviene in questi casi per garantire la sicurezza.
Non è la prima volta che territori dell’Abruzzo sono interessati da ordinanze di questo tipo. Situazioni simili si verificano ciclicamente anche nell’area di Pescara, dove episodi di aumento della torbidità nella sorgente Morgia, spesso legati a piogge intense, hanno portato a limitazioni temporanee dell’uso dell’acqua.
Cosa non si può fare con l’acqua
Fino a nuova comunicazione ufficiale, l’acqua non deve essere utilizzata per bere, cucinare o lavare alimenti.
Il divieto riguarda quindi tutti gli usi alimentari.
È importante sottolineare che la bollitura dell’acqua non rappresenta sempre una soluzione. Può essere efficace in presenza di contaminazioni microbiologiche, ma non è risolutiva nel caso di parametri chimici fuori limite. Per questo motivo è fondamentale attenersi alle indicazioni fornite dal Comune.
Cosa imparare da questa situazione
Eventi come questo mettono in evidenza un aspetto spesso sottovalutato: la qualità dell’acqua può variare nel tempo, anche in reti normalmente considerate sicure. Le cause possono essere molteplici, tra cui problemi localizzati nella distribuzione, variazioni nelle fonti o condizioni esterne.
Per questo motivo è importante non basarsi su percezioni o paure, ma su dati concreti che sono il risultato di analisi chimiche e microbiologiche.
Hai dubbi sulla qualità dell’acqua?
Se vivi in una zona interessata da ordinanze o vuoi semplicemente avere un quadro chiaro della qualità dell’acqua che utilizzi, il primo passo è sempre una valutazione tecnica basata su dati reali.
Ogni situazione è diversa e va analizzata nel suo contesto.
Sorgiva Srl si occupa di analisi e trattamento delle acque e può supportarti nella valutazione tecnica del caso, evitando interpretazioni errate o soluzioni inutili.
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