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Come scegliere il trattamento per l’acqua di pozzo

acqua di pozzo

A cura del Dott. Francesco Gabbai – geofisico e direttore tecnico

Quando si decide di utilizzare l’acqua di pozzo, la domanda giusta non è quale impianto installare, ma da dove partire. Questo articolo spiega l’approccio corretto per orientarsi nella scelta di un trattamento dell’acqua di pozzo, chiarendo perché non esistono soluzioni valide per tutti e perché ogni intervento dovrebbe essere valutato in base al tipo di problema e all’uso dell’acqua.

Prima regola: senza analisi non si può intervenire

Se l’acqua è destinata al consumo umano (bere, cucinare, lavarsi) occorrono analisi microbiologiche e chimiche, per conoscere cosa realmente l’acqua contenga. Se i risultati mostrano contaminazioni batteriche, virali o parametri chimici fuori limite (D.Lgs. 18/2023, come modificato e integrato dal D.Lgs. 102/2025), l’acqua non è potabile e, per utilizzarla, è necessario intervenire nel modo giusto.

Esistono numerosi sistemi di trattamento dell’acqua, ma nessuno di essi può risolvere singolarmente tutti i problemi. Pertanto, per rendere potabile e di buona qualità l’acqua del pozzo, è necessario progettare un impianto mirato che, in taluni casi, presuppone l’impiego di vari dispositivi integrati.

Punto di utilizzo o punto di ingresso: una scelta importante

Vi sono due tipologie di apparecchiature che, in base alle esigenze, possono essere utilizzate singolarmente o integrate tra loro. In modo esemplificativo possiamo suddividerle in sistemi di trattamento al punto di:

Se c’è contaminazione microbiologica si installa sempre a monte

I sistemi di trattamento per eliminare la carica batterica e/o virale riscontrata nell’acqua di pozzo vanno installati al punto di ingresso. Infatti, l’acqua infetta non può essere utilizzata né per scopi alimentari e irrigui, ma neppure per finalità igieniche. A questo proposito va ricordato che, lavandosi con acqua contaminata, i virus e i batteri a contatto con mucose e ferite potrebbero creare infezioni più o meno gravi.

Le tecnologie utilizzate sono:

Per eliminare l’inquinamento chimico si sceglie in base al contamiante

Le anomalie chimiche possono essere di origini:

I parametri di base controllati nei laboratori, si riferiscono alle principali sostanze accertate, in conformità al Decreto legislativo 18/23. Se, però, il pozzo è ubicato in un’area geologica ricca di un determinato elemento, come ad esempio l’arsenico, oppure in una zona a ridosso di un sito industriale o di un’azienda agricola, è necessario richiedere anche analisi più specifiche.

Sulla base dei risultati analitici, si deciderà se intervenire con un sistema di trattamento al punto di utilizzazione o di ingresso, ma solo se si tratta di un’abitazione privata. Nel caso in cui l’acqua di pozzo è destinata a un’attività lavorativa o a un servizio pubblico, allora è necessario intervenire sempre al punto di ingresso.

La ragione non è solo tecnica. Chi si approvvigiona da fonte propria e fornisce acqua a terzi — un agriturismo, un ristorante, un’azienda con dipendenti — non è semplicemente un utente: il decreto lo considera a tutti gli effetti gestore idro-potabile, con i relativi obblighi di controllo. In quel caso l’acqua deve essere conforme a tutti i punti d’uso, non solo al rubinetto della cucina.

Quando serve un impianto combinato

Nei casi in cui le analisi di laboratorio rilevano la presenza sia di sostanze chimiche fuori parametro che di contaminanti biologici (virus, batteri) allora è necessario delineare un piano di intervento specifico atto a rimuovere sia la carica batterica che l’inquinamento chimico. In genere, a seconda dei casi, si integrano tra loro due o più sistemi.

Esempio tipico (utenza privata)

Esempio tipico (azienda/servizio al pubblico)

L’errore da evitare è agire “per sentito dire”

Due pozzi vicini possonoavere problemi completamente diversi.

per questo la soluzione va definita in base a:

Ed è qui che la consulenza tecnica evita spese inutili e interventi inefficaci.

Un ultimo passaggio, spesso trascurato: qualunque sia il trattamento scelto, l’intervento non si considera concluso finché un’analisi di verifica non conferma il rientro dei parametri. Un impianto installato senza controllo finale è un impianto di cui nessuno può dire se stia funzionando

Approfondmento e passaggio operativo

Questo articolo spiega come si prende una decisione tecnica corretta. La pagina dedicata alla potabilizzazione dell’acqua di pozzo descrive, invece, le soluzioni operative e il servizio offerto da Sorgiva nei diversi casi applicativi.

Sorgiva Srl

Sorgiva S.r.l opera nel settore del trattamento acqua con consulennza, fornitura, installazione e manutenzione di impianti per pozzi privati e attività.

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Articolo pubblicato il 13 dicembre 2022 e aggiornato il 08 gennaio 2025 per adeguarlo all’attuale quadro normativo.

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