A cura del Dott. Francesco Gabbai – geofisico e responsabile tecnico di Sorgiva

Quando si decide di utilizzare l’acqua di pozzo, la domanda giusta non è quale impianto installare, ma da dove partire. Questo articolo spiega l’approccio corretto per orientarsi nella scelta di un trattamento dell’acqua di pozzo, chiarendo perché non esistono soluzioni valide per tutti e perché ogni intervento dovrebbe essere valutato in base al tipo di problema e all’uso dell’acqua.

Prima regola: senza analisi non si può intervenire

Se l’acqua è destinata al consumo umano (bere, cucinare, lavarsi) occorrono analisi microbiologiche e chimiche, per conoscere cosa realmente l’acqua contenga. Se i risultati mostrano contaminazioni batteriche, virali o parametri chimici fuori limite (D.lgs 18/23), l’acqua non è potabile e, per utilizzarla, è necessario intervenire nel modo giusto.

Esistono numerosi sistemi di trattamento dell’acqua, ma nessuno di essi può risolvere singolarmente tutti i problemi. Pertanto, per rendere potabile e di buona qualità l’acqua del pozzo, è necessario progettare un impianto mirato che, in taluni casi, presuppone l’impiego di vari dispositivi integrati.

Punto di utilizzo o punto di ingresso: una scelta importante

Vi sono due tipologie di apparecchiature che, in base alle esigenze, possono essere utilizzate singolarmente o integrate tra loro. In modo esemplificativo possiamo suddividerle in sistemi di trattamento al punto di:

  • utilizzo, quando l’apparecchio è installato sotto il lavello o sotto lo zoccoletto della cucina e depura solo l’acqua del rubinetto corrispondente;
  • ingresso, quando Il dispositivo è collocato all’imbocco dell’impianto idrico, subito dopo il pozzo e, pertanto, depura tutta l’acqua dell’abitazione.

Se c’è contaminazione microbiologica si installa sempre a monte

I sistemi di trattamento per eliminare la carica batterica e/o virale riscontrata nell’acqua di pozzo vanno installati al punto di ingresso. Infatti, l’acqua infetta non può essere utilizzata né per scopi alimentari e irrigui, ma neppure per finalità igieniche. A questo proposito va ricordato che, lavandosi con acqua contaminata, i virus e i batteri a contatto con mucose e ferite potrebbero creare infezioni più o meno gravi.

Le tecnologie utilizzate sono:

  • sistemi di disinfezione chimica (dosaggio controllato)
  • sistemi fisici, comeUV, solo quando le condizioni lo permettono e con le dovute cautele impiantistiche.

Per eliminare l’inquinamento chimico si sceglie in base al contamiante

Le anomalie chimiche possono essere di origini:

  • naturali, legate alla geologia del territorio, come ferro, manganese, arsenico fluoro…
  • antropiche, provocate dall’ittività dell’uomo, come agricoltura e industrie (nitrati, solventi, idrocarburi, Pfas….)

I parametri di base controllati nei laboratori, si riferiscono alle principali sostanze accertate, in conformità al Decreto legislativo 18/23. Se, però, il pozzo è ubicato in un’area geologica ricca di un determinato elemento, come ad esempio l’arsenico, oppure in una zona a ridosso di un sito industriale o di un’azienda agricola, è necessario richiedere anche analisi più specifiche.

Sulla base dei risultati analitici, si deciderà se intervenire con un sistema di trattamento al punto di utilizzazione o di ingresso, ma solo se si tratta di un’abitazione privata. Nel caso in cui l’acqua di pozzo è destinata a un’attività lavorativa o a un servizio pubblico, allora è necessario intervenire sempre al punto di ingresso.

Quando serve un impianto combinato

Nei casi in cui le analisi di laboratorio rilevano la presenza sia di sostanze chimiche fuori parametro che di contaminanti biologici (virus, batteri) allora è necessario delineare un piano di intervento specifico atto a rimuovere sia la carica batterica che l’inquinamento chimico. In genere, a seconda dei casi, si integrano tra loro due o più sistemi.

Esempio tipico (utenza privata)

  • disinfezione al punto d’ingresso per eliminare la carica batterica da tutta casa
  • trattamento dedicato al punto d’uso per eliminare particolari inquinanti e per migliorare la qualità dell’acqua per bere e cucinare

Esempio tipico (azienda/servizio al pubblico)

  • trattamento completo al punto d’ingresso, per eliminare sia l’inquianameto chimico che batteriologico
  • controlli e manutenzione programmati

L’errore da evitare è agire “per sentito dire”

Due pozzi vicini possonoavere problemi completamente diversi.

per questo la soluzione va definita in base a:

  • dati analitici
  • uso dell’acqua
  • vulnerabilità del pozzo
  • distanza del pozzo dall’abitazione
  • spazi utili per installare l’impianto

Ed è qui che la consulenza tecnica evita spese inutili e interventi inefficace.

Approfondmento e passaggio operativo

Questo articolo spiega come si prende una decisione tecnica corretta. La pagina dedicata alla potabilizzazione dell’acqua di pozzo descrive, invece, le soluzioni operative e il servizio offerto da Sorgiva nei diversi casi applicativi.

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Articolo pubblicato il 13 dicembre 2022 e aggiornato l’8 dicembre 2026 per adeguarlo all’attuale quadro normativo.