Il 24 giugno il Comune di Laconi (Oristano) ha emesso un’ordinanza di non potabilità che vieta l’utilizzo dell’acqua di rete per scopi alimentari.

Se ti trovi in questa zona, fino a nuova comunicazione ufficiale non devi utilizzare l’acqua del rubinetto per bere, cucinare o lavare alimenti. L’ordinanza precisa però che restano consentiti gli usi domestici e per l’igiene della persona.

Situazioni di questo tipo possono generare preoccupazione, ma è importante capire cosa significa davvero un’ordinanza di non potabilità e come comportarsi correttamente, evitando sia allarmismi inutili sia sottovalutazioni.

Cosa dicono le analisi

Il provvedimento del sindaco è arrivato dopo che il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione della ASL di Oristano ha trasmesso al Comune gli esiti delle analisi sull’acqua di acquedotto, effettuate dall’ARPAS. I controlli hanno evidenziato una non conformità ai requisiti minimi previsti per legge: risultano fuori norma i batteri coliformi e gli enterococchi intestinali.

Sono due parametri microbiologici che funzionano da “indicatori di contaminazione fecale”. La loro presenza segnala che l’acqua è entrata in contatto con materiale di origine fecale e che, quindi, potrebbero esserci anche microrganismi patogeni. Per questo la normativa sulle acque destinate al consumo umano (D.Lgs. 18/2023) ne fissa il limite di tolleranza a zero in un campione di 100 ml.

Le cause più frequenti di questo tipo di anomalia sono da ricercarsi in infiltrazioni di acque reflue nella rete, problemi localizzati nella distribuzione o eventi esterni (piogge intense, rotture, lavori). Spesso si tratta di episodi circoscritti e reversibili, ma vanno gestiti con prudenza finché i nuovi campionamenti non confermano il rientro nei parametri.

Cosa si può e cosa non si può fare

Fino alla comunicazione ufficiale di ripristino da parte della ASL di Oristano:

  • Non usare l’acqua per bere, cucinare, lavare alimenti, preparare bevande, pulire i denti o sciacquare oggetti che vanno in bocca (ciucci, biberon).
  • Restano consentiti gli usi domestici e l’igiene della persona, come indicato nell’ordinanza.

Acqua di qualità tutti i giorni: il contributo dell’osmosi inversa

Episodi come quello di Laconi si ripetono un po’ ovunque e ricordano che la qualità dell’acqua può variare nel tempo, anche in reti considerate sicure. Al di là della singola emergenza, oggi la tecnologia mette a disposizione sistemi di trattamento domestici che migliorano in modo stabile la qualità dell’acqua del rubinetto.

Un depuratore a osmosi inversa, installato sotto il lavello, tratta l’acqua per bere e cucinare ed eroga acqua purificata da un rubinetto dedicato. La membrana (pori dell’ordine di 0,0001 micron) trattiene la gran parte dei contaminanti disciolti — nitrati, arsenico, PFAS, metalli pesanti — oltre a cloro, microplastiche e durezza in eccesso. Inoltre, riduce in modo molto efficace la carica microbiologica, perché batteri, virus e protozoi sono più grandi dei pori della membrana. Abbinato a un sistema di disinfezione UV, l’abbattimento dei microrganismi diventa ancora più affidabile.

Il vantaggio principale è quotidiano: un’acqua più buona per gli usi alimentari ogni giorno, anche quando la rete è perfettamente a norma, ma contiene comunque cloro, durezza o tracce che preferiresti non bere. In più, un impianto di questo tipo rappresenta una barriera aggiuntiva proprio nei confronti di diverse delle sostanze che possono dare origine a anomalie.

Una preisazione doverosa: i sistemi di trattamento dell’acqua, come ogni impianto, proteggono solo se mantenuti. I filtri e membrana di un’osmosi inversa vanno sostituiti regolarmente e l’impianto va sanificato periodicamente. Nel debatterizzatore a raggi UV la lampada va cambiata ogni anno.

Hai dubbi sulla qualità dell’acqua?

Se vivi in una zona interessata da ordinanze, utilizzi acqua di pozzo o vuoi semplicemente avere un quadro chiaro della qualità dell’acqua che usi ogni giorno, il primo passo è sempre una valutazione tecnica basata su dati reali. Ogni situazione è diversa e va analizzata nel suo contesto.

Sorgiva Srl opera anche in Sardegna e si occupa di analisi e trattamento delle acque. Possiamo supportarti nella valutazione tecnica del caso e, dove utile, consigliarti la soluzione più adatta — dall’osmosi inversa all’eventuale disinfezione UV — evitando interpretazioni errate o soluzioni inutili.

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