Articolo aggiornato al 2026

Allarme plastica
A seguito dell’esito della ricerca, gli scienziati hanno lanciato l’allarme chiedendo che siano avviate urgenti ricerche per determinare i rischi sulla salute derivanti dall’ingerenza di microparticelle di plastica.
Alcuni ricercatori infine hanno rilevato a Parigi, nel 2014, che dall’aria cadevano micro particelle di plastica, mentre in Germania queste fibre sono state trovate in 24 marche di birra, nonché nel miele e nello zucchero. Johnny Gasperi dell’università di Parigi sottolinea: “pensiamo che i laghi (e altre fonti acquatiche) possano essere contaminate da apporti atmosferici cumulati. Ciò che abbiamo osservato a Parigi tende a dimostrare che un’enorme quantità di fibre è presente nelle ricadute atmosferiche”.
The Guardian sottolinea che questi dati rappresentano solo un primo approccio nella misurazione dell’estensione della contaminazione da microparticelle di plastica. Un recente studio stima che, dalla sua invenzione, l’umanità ha fabbricato 8,3 miliardi di tonnellate di plastica.
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Da quando, nel 2017, sono usciti i primi studi, la ricerca ha fatto molta strada: oggi sappiamo che le microplastiche non sono solo nell’acqua, ma si accumulano anche nel nostro corpo — e, a sorpresa, l’acqua in bottiglia ne contiene spesso più di quella del rubinetto. Abbiamo raccolto i dati più recenti in un articolo di aggiornamento: Microplastiche nell’acqua e nel corpo: cosa dicono gli studi più recenti.
Un sistema di filtrazione è il modo più efficace per ridurre la presenza di queste particelle nell’acqua di casa. Nessun filtro le elimina del tutto e per sempre, ma una soluzione adeguata — e mantenuta nel tempo — abbatte sensibilmente l’esposizione.
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