a cura del Dott. Francesco Gabbai, geofisico e responsabile tecnico di Sorgiva Srl

L’acqua di pozzo, prima di essere utilizzata, deve essere valutata sia dal punto di vista microbiologico sia chimico-fisico.
Molte acque, all’apparenza limpide, inodori e gradevoli al gusto, possono contenere in realtà sostanze non percepibili ai sensi, ma che incidono sulla salute o sulla sicurezza degli impianti.

Questo articolo fornisce un inquadramento tecnico sulle principali caratteristiche chimiche dell’acqua di pozzo, con l’obiettivo di aiutare a comprendere il significato dei risultati analitici.

Quadro normativo di riferimento

Il riferimento normativo vigente per la qualità delle acque destinate al consumo umano è il D.lgs 18/23, che ha sostituito il precedente D,Lgs 31/2001.

É importante chiarire che:

  • le acque distribuite tramite acquedotto pubblico sono sottoposte a controlli sistematici;
  • le acque di pozzo privato ricadono, invece, nella responsabilità diretta del proprietario, soprattutto quando utilizzate per usi che comportano il contatto umano.

I valori indicati dala normativa costituiscono parametri di riferimento tecnico-sanitario, utili per valutare l’idoneità delll’acqua e la necessità di ulteriori approfondimenti.

Cosa si intende per qualità chimica dell’acqua

La qualità chimica è determinata dall’insieme delle sostanze disciolte che l’acqua assorbe durante il suo percorso nel sottosuolo.
La zona di percorrenza, la composizione del suolo e del sottosuolo ne determinano quindi le caratteristiche chimiche e organolettiche. Ad esempio, si possono avere acque particolarmente dure in presenza di terreni calcarei o acque sulfuree in zone ricche di zolfo.

Alcuni elementi, come calcio e magnesio, non rappresentano un rischio sanitario entro determinati limiti.
Altri, come arsenico, piombo, metalli pesanti, nitriti o composti organici, possono invece risultare problematici anche a concentrazioni basse.

Origine naturale e origine antropica dei contaminanti

I parametri chimici riscontrabili nell’acqua di pozzo possono avere origine naturale o origine antropica.

Origine naturale

  • arsenico
  • fero e manganese
  • fluoruri
  • solfati
  • sali disciolti

Origine antropica

  • nitrati e nitriti (attività agricolo, reflui)
  • idrocarburi
  • solventi e composti organici volatili
  • PFAS
  • metalli legati a attività industriali o a infrastrutture obsoleteltre

Questa distinzione è fondamentale perchè consente di interpretare correttamente i dati analitici e valutare l’evoluzione del fenomeno nel tempo.

Importanza delle analisi chimiche

Prima di utilizzare l’acqua di pozzo è necessario effettuare analisi chimiche e microbiologiche di base.

I parametri chimici analizzati sono quelli previsti dal D.Lgs. 18/2023. Tuttavia, se il pozzo è situato in una zona caratterizzata dalla presenza di minerali specifici (arsenico, piombo, ferro, ecc.), è consigliabile richiedere anche l’analisi mirata di tali elementi.
Lo stesso vale nel caso in cui si sospetti una possibile contaminazione dovuta ad attività umane limitrofe, come l’agricoltura o uno sversamento industriale.

Ogni quanto tempo ripetere le analisi

Le analisi chimiche dovrebbero essere ripetute:

  • ogni 2-3 anni, in condizioni ordinarie
  • immediatamente in caso di variazioni di sapore, odore, colore o di torbidità

Parametri chimici e fisici comunemente analizzati

Parametri ricercatiLimiti di legge (D.Lgs 18/23)Cosa indicano
Durezza totale limite consigliato 15°Fsomma dei sali di calcio e magnesio
Conducibilità elettrica2500 µS/cm a 20°Cquantità di sali disciolti (la conducibilità aumenta proporzionalmente alla quantità di sali disciolti nell’acqua)
Residuo fisso 50 mg/l ai 1.500 mg/l.
il grado di mineralizzazione dell’acqua. È il quantitativo di sostanza solida che resta dopo aver fatto evaporare l’acqua. In base al valore di questo parametro si distinguono:
– acque minimamente mineralizzate (fino a 50 mg/l)
– acque oligominerali (fino a 500 mg/l)
– mediamente mineralizzate ( fra 500 e 1500 mg/l)
– ricche di sali (oltre 1500 mg/l)
Cloro residuo libero0.2 mg/lderiva dai processi di disinfezione dell’acqua. Entro i limiti di legge non è tossico, anche se in alcuni casi potrebbe alterare il gusto e l’odore dell’acqua
Solfati, anidride solforosa250 mg/lpresenza di composti contenenti zolfo, spesso combinati con metalli (zinco, rame, alluminio). Possono derivare da minerali presenti nel sottosuolo oppure da contaminazioni chimiche della falda
Cloruri250 mg/lpresenza di sali di cloro nell’acqua. Sono composti inorganici contenenti cloro (cloruro di sodio, di alluminio, di calcio e di potassio). Possono essere elevati in aree marittime costiere oppure nel caso di contaminazione chimica di natura antropica. Conferiscono all’acqua odore e sapore sgradevoli
Nitrati 50 mg/lcontaminazione chimica di origine fognaria, agricola o industriale. Sono insapori e inodori
Nitriti0,50 mg/lcontaminazione agricola o industriale
Sodio35 mg/llisciviazione dei depositi superficiali e sotterranei di sali, alterazione dei minerali silicei, intrusioni di acqua marina negli acquiferi di acqua dolce
Potassio52 mg/lproviene da rocce magmatiche argillose
Ammoniaca0,06 mg/linquinamento organico-fecale o da fertilizzanti
Manganese0,05 mg/lcontaminazione della falda sia di natura agricola che industriale
Alluminio200 µg/lelemento che l’acqua assorbe naturalmente dal suolo
Arsenico10 µg/lcontaminazione di natura chimica derivante dalla composizione delle rocce del sottosuolo, ma è anche presente in pesticidi, erbicidi e insetticidi
Cromo50 µg/lpuò derivare da tubazioni e/o rubinetterie cromate, oppure da inquinamento industriale ( produzioni di acciaio inox, vernici e tinture)
Ferro0,2 mg/lpuò derivare dal passaggio dell’acqua attraverso zone ricche di ferro, ma anche dalla composizione delle tubazioni
Rame1 mg/lpuò derivare dalle rocce del sottosuolo oppure dalle tubature
Nichel20 µg/lrubinetterie di casa e tubazioni, contaminazioni di natura industriale
Piombo10 µg/lerosione di vecchie tubature contenti piombo, contaminazioni di falda derivanti da scarichi industriali. È un metallo molto solubile inodore, insapore e incolore, pertanto si può accertare la sua presenza solo attraverso le analisi

Interpretare correttamente i risultati

Il superamento di un valore di riferimento non implica automaticamente l’inutilizabilità dell’acqua, ma segnala la necessità di una valutazione tecnica.

È fondamentale distinguere tra:

  • parametri che incidono principalmente sugli impianti;
  • parametri che incidono sulla salute;
  • parametri indicatori di possibili contaminazioni più ampie.

Solo una lettura integrata dei dati consente di comprendere la reale criticità e l’eventuale evoluzione nel tempo, nonché di valutare se l‘acqua di pozzo può essere resa idonea al consumo umano.

Conclusioni

L’analisi chimica dell’acqua di pozzo è uno strumento essenziale per:

  • conoscere la qualità reale della risolrsa
  • prevenire rischi sanitari
  • tutelare gli impianti
  • evitare interventi inuti o inefficaci

La gestione dell’acqua di pozzo richiede consapovolezza tecnica e responsabilità, soprattutto quando l’acqua è destinata al consumo umano.

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Questo articolo è stato originariamente pubblicato il 12.12.2022 ed è stato aggiornato il 7.12.26 per adeguarlo all’attuale quadro normativo.