Nell’area di Montignoso la discarica di materiali speciali, tra cui l’amianto, dell’ex cava Fornace, porterebbe terra, polveri e amianto sopra le due falde acquifere che alimentano il lago di Porta. Quest’ultimo, a sua volta, rifornisce di acqua pozzi agricoli e comunali. I comitati e i cittadini della zona, da anni in prima linea per la bonifica dell’area, sono certi della pericolosità che la discarica rappresenta per la salute delle persone e dell’ambiente.

Il delegato ad Ambiente, Ecologia e Lavori Pubblici, Enrico Ghiselli, che sta portando avanti la battaglia per la chiusura di Cava Fornace, afferma

la discarica dell’ex Cava Fornace si trova al confine tra i comuni di Montignoso e Pietrasanta e a circa 1,2 chilometri dalla presenza di pozzi di acqua potabile che servono il nostro comune di Forte dei Marmi.

Pertanto, a nome dei cittadini, Ghiselli chiede

la chiusura della discarica e la relativa bonifica del sito onde scongiurare rischi di inquinamento delle acque di falda superficiali e profonde sottostanti la discarica.

La Commissione Europea indaga sul presunto inquinamento della falda

La Commissione Europea ha preso in esame la petizione presentata, lo scorso giugno, dai comitati e firmata da centinaia di cittadini che da anni si battono per la chiusura del sito. Intanto, ha richiesto ulteriori documentazioni sul tema del presunto inquinamento della falda acquifera e dei possibili rischi sull’ambiente della vicina zona protetta del lago di Porta, al confine tra le province di Massa Carrara e Lucca.

Come rendere sicura l’acqua dei pozzi

In prossimità della discarica sarebbero presenti, quindi, rifiuti pericolosi tra cui amianto, terre di bonifica contenenti solventi, triclorometano, cloruri, ecc.

Gli inquinanti, attraverso le acque piovane e di irrigazione, raggiungono le falde acquifere e, di conseguenza, le acque di pozzo.

Nell’attesa che le autorità provvedano alla bonifica del territorio, è possibile attivarsi privatamente per la potabilizzazione dell’acqua del proprio pozzo. Naturalmente prima di intervenire è necessario procedere ad un’analisi chimica e microbiologica di un campione dell’acqua che si vuole trattare. A seconda degli esiti analitici si delinea un piano di intervento apposito per quello specifico pozzo.

L’acqua è la fonte principale di vita e va tutelata, pertanto nel caso si voglia ricorrere a appositi trattamenti per renderla potabile o migliorarne la qualità è bene affidarsi a professionisti esperti, con esperienza e capacità tecniche comprovate.

La Società Sorgiva Srl vanta un’esperienza di oltre venticinque anni nel settore trattamento acque e, in particolare, nella potabilizzazione dei pozzi artesiani.

Questo è il momento migliore per decidere di trattare l’acqua da bere. Infatti, fino a dicembre 2023 è possibile approfittare del bonus depuratori che consente di recuperare fiscalmente fino a € 500.

Per qualsiasi informazione, chiarimenti o approfondimenti basta inviare una mail a

contatti@sorgiva.info

oppure telefonare al responsabile Sorgiva Srl per la Toscana

3295949499

www.sorgiva.info

Immagine di copertina sotto licenza CC-BY-SA-3.0 di MattiPaavola