Acqua naturale o frizzante? É la prima domanda che il ristoratore ci pone appena seduti al tavolo. Subito dopo il cameriere porta acqua in bottiglia oppure una caraffa con acqua filtrata.

Molti ristoratori continuano ad essere legati alla tradizionale acqua minerale, timorosi di perdere la clientela abituata all’acqua in bottiglie.

Dotarsi di un frigogasatore per trattare l’acqua di rete presenta senza dubbio numerosi vantaggi: produzione illimitata d’acqua fredda, liscia o gassata, guadagno di spazio nella dispensa e nei frigoriferi, ecologico.

Ma allora perchè rinunciarci?

I timori ricorrenti sono sempre gli stessi:

  • La nostra clientela è abituata a bere acqua in bottiglia e non si fida dell’acqua in caraffa.

Si tratta di un timore infondato in quanto il frigogasatore è allacciato alla rete idrica e, attraverso la microfiltrazione, ne migliora la qualità. Va ricordato che l’acqua di acquedotto è controllata quotidianamente dalle autorità competenti. L’acqua microfiltrata è, quindi, garantita e migliore di molte acque in bottiglia in commercio.

  • Alcuni obiettano che l’acqua non è sigillata e, quindi, non ne possono controllare la provenienza.

É un’argomentazione sostanzialmente polemica, anche se capisco che per il ristoratore il cliente ha sempre ragione. Tuttavia, quello stesso cliente non chiede la provenienza dell’insalata che sicuramente non viene spacchettata di fronte a lui.

  • I clienti stranieri preferiscono bere acqua italiana.

L’acqua microfiltrata è acqua di acquedotto italiano, contenente i minerali assorbiti dal territorio che atttraversa. É un po’ come proporre la cucina locale. Le acque minerali imbottigliate provengono da altre zone e non hanno gli stessi controlli delle acque di rete. Inoltre, è strano che i clienti stranieri chiedano acqua in bottiglia, visto che nel loro Paese bevono quella del rubinetto. Gli italiani, infatti, sono i maggiori consumatori europei delle acque in bottiglia.

  • Non posso far pagare l’acqua del rubinetto.

Non si tratta di semplice acqua di rubinetto. Il frigogasatore filtra, raffredda e rende frizzate l’acqua di rete. Quindi, quella che viene servita è trattata. Per effettuare questo processo, è necessario investire per l’acquisto dell’apparecchio e per le manutenzioni periodiche. É un servizio che si ofrre e, pertanto, va aggiunto nel conto finale.

Per fare un buon caffè serve l’acqua giusta

Il Fatto alimentare del 24 settembre ha pubblicato un interesssante aricolo sull’importanza dell’acqua nella preparazione del caffè e afferma: “l’importanza dell’acqua sul gusto – senza dimenticare quella della miscela e della macchina – oggi ha una base scientifica. Il liquido non svolge solo una funzione di solvente incolore, insapore e inodore, perchè le sue caratteristiche chimiche e fisiche la tramutano in un ingrediente molto importante per la qualità finale.

Quindi, per ottenere un buon caffè è necessario eliminare il cloro, ammoniaca, solfati ferruginosi e odori derivati da alghe e muffe. Secondo il quotidiano on-line, Il cloro altera il sapore del caffè e ha un forte potere ossidante che si sviluppa a caldo e agisce sui grassi e sulla formazione della crema. L’ammoniaca, i composti solforati e gli odori derivati da alghe e muffe “incidono sulla percezione degli aromi di tipo floreale e frutta”, alternado così il gusto caffè. Infine, una durezza non elevata dell’acqua ne migliora la qualità e permette la formazione di una buona crema.

Pertanto, per un buon caffè cremoso l’acqua microfiltrata del frigogasatore è perfetta, perchè elimina il cloro, solfati, odori, sapori e eventuali impurità, pur lasciando inalterata la composizione minerale dell’acqua di rete.

L’acqua filtrata per un tè dal gusto più ricco e più sottile

Jun Ge, gestore del ristorante Sinosteria a vile Marconi a Roma, è un cultore della qualità del tè. Afferma con decisione, che per gustare al meglio il sapore del tè occorra utilizzare acqua osmotizzata. L’osmosi rende oligominerale l’acqua di rete che, privata di qualsiasi elemento che può interferire sul sapore, permette di gustare pienamente l’aroma peculiare del tè prescelto. E infatti il tè che si beve nel suo ristorante è veramente speciale!

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