“Acqua minerale: crollano i consumi per il Coronavirus nei mesi del lockdown, ma ne beviamo sempre troppa” è il titolo di un articolo apparso sul quotidiano on line Il Fatto Alimentare, che analizza i dati dell’ultimo rapporto Coop sugli acquisti degli italiani nella grande distribuzione durante il periodo giugno-agosto di quest’anno. Emerge, dal grafico, un calo di vendite delle acque minerali, pari al 3,5% per l’acqua gassata e del 14.3% per quella naturale. Considerato che l’Italia è tra i maggiori consumatori mondiali di acque in bottiglia, si tratta di un risultato su cui riflettere.

Certamente la chiusura dei bar e dei ristoranti ha inciso sensibilmente su questo calo. Tuttavia, sul piano privato, il grosso disagio di accollarsi ingenti scorte di acque minerali, dopo lunghissime file davanti ai supermercati, ha indotto molte persone a riconsiderare le loro opinioni e i loro pregiudizi sull’acqua di rubinetto.

Infine, in questo periodo difficile per il potere d’acquisto degli italiani, cancellare la voce “acqua minerale”  dal budget di spesa ha permesso di realizzare un discreto risparmio.

L’acqua di rubinetto è buona ed economica

L’acqua di rubinetto è disponibile in casa 24 ore su 24 senza ingombri e senza inutili spostamenti. E soprattutto è sottoposta a severi e costanti controlli sanitari da parte delle autorità competenti.

Secondo l’Istat, il numero delle famiglie sospettose e diffidenti nei confronti dell’acqua di rubinetto è passato dal 40% nel 2002 al 29% nel 2018. Tuttavia, anche i consumi di acqua in bottiglie di plastica hanno registrato una costante crescita negli ultimi 10 anni. Probabilmente, le ragioni di questa crescita vanno ricercate nelle abitudini, nella pubblicità martellante, ma anche nella comodità di comprare una bottiglietta d’acqua, berla e buttare la plastica spesso dove capita, con le disastrose conseguenze ormai note a tutti. Non sarebbe meglio dotarsi di una bottiglietta personalizzata ricaricabile ad ogni rubinetto?

Una scelta ecologica ed economica.

Un altro motivo che dissuade dal servirsi dal rubinetto di casa potrebbe essere ricercato nell’abitudine di bere un certo tipo di acqua in bottiglia. Non sempre i minerali, che compongono l’acqua distribuita dal comune, sono di proprio gradimento. Inoltre, l’inevitabile presenza di cloro, necessario per disinfettare l’acqua degli acquedotti, può essere sgradevole e non salutare. In tal caso, il mercato offre numerosi sistemi che permettono di trattare l’acqua e adattarla alle proprie esigenze.

Il mercato della depurazione delle acque in costante crescita

La pandemia può influenzare l’economia globale in vari modi. Per quanto riguarda il settore della depurazione dell’acqua, in tutto il mondo si è registrato un costante aumento dell’impiego di sistemi di trattamento dell’acqua.

Secondo un’analisi di mercato sullo sviluppo globale del settore, pubblicata dal Segrate Giornale nel mese di ottobre, l’industria dei depuratori ha registrato una notevole crescita negli ultimi decenni. inoltre la domanda è in rapido aumento. Si prevede che questa tendenza continuerà nei prossimi anni: il mercato dei depuratori è destinato a crescere ad un tasso annuo di circa 4,2 nel corso dei prossimi 5 anni e raggiungerà i 13.9 miliardi di dollari nel 2023.  

Che cos’è un depuratore d’acqua

Il depuratore è un dispositivo che, attraverso processi di microfiltrazione, ultrafiltrazione o osmosi inversa, elimina tutte le impurità e le sostanze inquinanti che alterano il sapore e le caratteristiche chimiche dell’acqua.

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