L'ACQUA CHE BEVIAMO

ACQUE MINERALI

Nel 1999 il Perito chimico Pasquale Merlino, analizzando diverse acque minerali, comunica alla Commissione Europea di aver riscontrato sostanze nocive in misura superiore a quelle massime consentite per l'acqua del rubinetto.
Diverse proposte di legge (lega nord, verdi) ecc., che si propongono di adeguare i parametri italiani a quelli CEE per la tutela della salute pubblica, naufragano sotto le pesanti pressioni della lobby delle acque minerali.
L'associazione dei consumatori Adusbef presenta un esposto a 52 Procure della Repubblica, che avviano inchieste nei confronti delle aziende produttrici.
Nel maggio 2001, un decreto ridefinisce i criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali, fissa i parametri massimi di arsenico, bario, borati, cadmio, cromo, mercurio, manganese, nitrati, nitriti, piombo, rame e selenio, e vieta la presenza di agenti tensioattivi, oli minerali idrocarburi, idrocarburi aromatici ecc. Le Procure dichiarano fuorilegge 200 marche di acque minerali (su 280)

A questo punto tutti vi state chiedendo come mai siano rimaste in commercio?
Gli italiani vantano il primato di consumo di acqua minerale con 11 miliardi di litri; 172 litri annui pro capite; 260/300 euro di spesa a famiglia; un metro cubo di acqua potabile costa 43 centesimi di euro, un metro cubo di acqua minerale vale 300/ 500 euro; nel 2003 è stato calcolato un fatturato di 5800 miliardi di vecchie lire; si registrano investimenti pubblicitari di 300 milioni di euro (62% in TV)

Se gli organi di informazione vivono di pubblicità come possono essere neutrali verso aziende che li sostengono?
Nel maggio 2003 la CEE, con la direttiva 2003/40/CE, decide di mettere ordine nel settore acque minerali: vengono stabiliti valori limite per le sostanze pericolose, il divieto assoluto della presenza di inquinanti in tutte le acque destinate al consumo umano e precise regole per le etichette.
Il Ministro della Salute, il 23 dicembre 2003, emana un decreto che interpreta la direttiva CEE a vantaggio delle acque fuorilegge, reintroducendo una soglia di tolleranza per alcune sostanze chimiche inquinanti, grazie alla quale le grandi aziende produttrici di acque minerali possono continuare a immettere sul mercato prodotti altrimenti non vendibili.

ACQUA DI RUBINETTO

Più controllata, ma con la possibilità di contenere alcune sostanze tossiche con parametri consentiti.
A favore: costa pochissimo, è più ecologica ( niente bottiglie di plastica, né inquinamento per trasporti su camion) , non è vincolata a pressioni economiche ed è controllata quotidianamente da enti pubblici, (a differenza delle acque minerali che vengono analizzate ogni 5 anni da laboratori privati).
Di contro: può avere sapore e odore poco gradevoli, a causa dei trattamenti chimici disinfettanti impiegati (cloro) e passa, a volte, attraverso tubature vecchie e rugginose (vedi l'episodio dell' '86 in cui fu riscontrato diserbante atrazina nella falda freatica bergamasca), inoltre non è totalmente priva di tutte quelle sostanze dichiarate nocive dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, per l'acqua destinata al consumo umano.

 

LE NOSTRE
OFFERTE SPECIALI

DISTRIBUTORI DI ACQUA FREDDA E FRIZZANTE PER RISTORANTI E UFFICI COMPLETAMENTE REVISIONATI A PARTIRE DA EURO 400

CHIAMARE PER SAPERNE DI PIU' ... >>

OSMOSI IN COMODATO

POTABILIZZAZIONE
POZZI

Molte sono in Italia, le abitazioni, che non possono ancora avvalersi d’acqua corrente di condotta idrica... >>

News

ARSENICO NELL’ACQUA

La  soluzione Sorgiva  per il problema dell’inquinamento da arsenico sta nell’inserimento di un filtro in grado di trattenere l’arsenico all’interno del sistema di filtrazione ad osmosi Filtra +, offerto  in comodato >> Siamo in grado di offrire quindi un impianto di purificazione ad osmosi che oltre... Leggi tutto